L'Isola di San Giulio illuminata al tramonto sul Lago d'Orta
L'Isola di San Giulio al tramonto · foto: Mattig744 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il Lago d'Orta è il più piccolo dei grandi laghi prealpini e, forse per questo, quello che ha conservato meglio il carattere. Non ha il traffico del Maggiore né la fama del Como: ha un borgo, un'isola e una montagna con venti cappelle nel bosco.

Orta San Giulio, a piedi

Il centro è chiuso al traffico: si lascia l'auto lungo la strada che scende e si prosegue a piedi, in discesa, fra le case addossate. Le vie sono strette e ombrose finché non si sbuca in Piazza Motta, che si apre direttamente sull'acqua. Al centro della piazza c'è il palazzotto cinquecentesco, l'antica sede della comunità: uno degli scorci più fotografati del Piemonte.

L'Isola di San Giulio

Dalla piazza partono le barche per l'isola, a poche centinaia di metri dalla riva. La traversata dura pochi minuti. Sull'isola c'è una sola strada, che ne fa il giro in una ventina di minuti: da un lato la basilica romanica di San Giulio, con il suo pulpito in pietra scura scolpita, dall'altro l'abbazia benedettina, che occupa gran parte della superficie.

L'abbazia è un monastero di clausura: si visita la basilica, non il convento. Lungo il percorso, cartelli invitano al silenzio, e in effetti è la cosa che si nota di più sbarcando.

Da verificare prima: le corse dei battelli sono frequenti in estate e molto ridotte nei mesi freddi. Vale la pena controllare gli orari il giorno prima, soprattutto fuori stagione.

Il Sacro Monte, sopra il borgo

Dal centro di Orta si sale a piedi in una ventina di minuti al Sacro Monte, dedicato alla vita di San Francesco: venti cappelle disposte lungo un percorso nel bosco, anch'esso parte del sito UNESCO dei Sacri Monti. Dai punti panoramici si vede l'isola dall'alto, ed è la vista che vale la salita.

Un lago che scorre al contrario

Una curiosità che sorprende quasi tutti: il Lago d'Orta ha un emissario che scorre verso nord. È l'unico dei grandi laghi prealpini a comportarsi così, e la ragione sta nella conformazione del bacino, chiuso a sud da un rilievo. L'acqua esce all'estremità settentrionale e raggiunge poi il Toce e il Lago Maggiore.

È anche un lago che ha una storia industriale importante: le rive settentrionali, intorno a Omegna, sono state per decenni il distretto del casalingo italiano, e alcuni marchi che tutti hanno in cucina sono nati qui. Un contrasto netto con l'immagine da cartolina del borgo di Orta, e un motivo in più per allungare il giro verso nord.

Quando andare, e quando evitare

Orta è piccola e la sua piazza pure: nei fine settimana estivi, fra luglio e agosto, il borgo si riempie e la fila per il traghetto può allungarsi parecchio. Chi può scegliere faccia una gita infrasettimanale, oppure punti alla primavera e all'autunno, quando il lago ha i colori migliori e le barche partono comunque.

D'inverno il borgo è quasi deserto e molte attività chiudono, ma chi ama i luoghi fuori stagione trova un'atmosfera completamente diversa. In quel caso, verificare prima gli orari dei battelli è indispensabile.

Come organizzare la giornata

La formula che funziona meglio è questa: partenza da Roasio dopo colazione, arrivo a Orta in mezz'ora abbondante, mattina nel borgo e traghetto per l'isola, pranzo sul lungolago, Sacro Monte nel primo pomeriggio. Si rientra a Casa Aura per l'ora di cena senza aver mai avuto fretta.

Chi ha ancora energie può allungare fino ad Arona, sul Lago Maggiore, che dista un'altra mezz'ora scarsa.

Due laghi e due Sacri Monti, dalla stessa base

Da Casa Aura, Orta è a trentasette minuti e il Lago Maggiore a poco più di mezz'ora. Una casa intera a Roasio Santa Maria, fino a sei ospiti.